Descrizione del trekking

Terre di confine tra panorami più dolci, quelli che fanno Toscana, e pendii più ripidi sul versante romagnolo. Terre di montagne “facili”, anche se d’inverno nulla lo è, e terre di grandi foreste: qui, in linea d’aria a pochi km da dove dormiremo, è situata la prima Riserva Integrale istituita in Italia, nel 1959, quella di Sasso Fratino, uno dei luoghi naturali più inaccessibili di queste zone, e quindi naturalmente più protetto, come pochi altri fazzoletti di territorio in giro per l’Europa, tanto che le faggete di Sasso Fratino sono state insignite del titolo di Patrimonio mondiale dell’umanità, per la loro vetustà ed imponenza. E noi, pur rimanendo un poco distanti dal suo confine, ne parleremo un poco e capirne il significato dal punto di vista ecologico.

Siamo già oltre il confine, ma di poco, e mi piace considerarle ancora come quelle da cui arriveremo, ovvero le terre della Romagna toscana, appartenute al Granducato dei Lorena, motivo per cui la parlata ed il cibo hanno subito influenze importanti, che non mancheremo di cogliere, con le orecchie e col palato…

La zona di Badia Prataglia, dove faremo base è situata nella parte più centrale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, sul versante toscano, ma da cui è facile raggiungere il crinale principale. Montagne piene di fascino, dovuto alla frequentazione antica, in quanto, viste le quote modeste, in questi luoghi si abitava tutto l’anno, seguendo lo schema abitativo delle case sparse, la maggior parte delle quali oggi sono ridotte allo stato di ruderi riconquistati dai rovi.

Boschi che da lungo tempo, ossia da quando il Granduca Leopoldo II inviò il selvicoltore boemo Karl Simon a valorizzare maggiormente questo patrimonio, furono tutelati per ottenerne una gestione sostenibile nel tempo, così da riprendere vigore dopo un periodo di sovrasfruttamento che aveva impoverito il terreno e praticamente estinto la fauna locale.

Andremo per boschi, eremi e crinali, a cercare il mare adriatico nelle giornate limpide, le orme dei lupi che qui sono numerosi, le tracce dei monaci di San Romualdo e di quelli di San Francesco, che fondarono a Camaldoli e La Verna luoghi di preghiera oggi meta di visite da lontano. Cercheremo però anche le tracce degli uomini comuni, che con la loro vita di ogni giorno abitarono questi pendii e quelle dei Partigiani che vi trovarono rifugio ed a volte la morte durante la Resistenza.

Lo faremo ad inizio inverno, quando il sole scende presto e la neve ancora probabilmente non sarà giunta, quando in giro si è in pochi, ed allora è più facile sentire il respiro della montagna.

Informazioni tecnico/pratiche

Periodo di svolgimento:  30 Dicembre 2020 – 3 Gennaio 2021

Tipologia: trekking residenziale in albergo. In caso di innevamento il trek prevede escursioni su ciaspole.

Numero dei partecipanti : min 8/15 max.
Dislivelli: +/- da 460 a 880 m circa.     Altitudine max raggiunta: 1654 m
Lunghezze degli itinerari: 8-15 km circa.
Livello di difficoltà: MEDIO (vedi qui cosa significa).

Durata: 4-7 h soste incluse.

Ritrovo partecipanti e partenza ore 6.30 da Milano, dietro alla stazione di LAMBRATE, dal piccolo parcheggio su Via Rombon a fianco del distributore Q8 (raggiungibile con METRO linea verde, fermata Lambrate FS), con arrivo in località Diga di Ridracoli (FC) alle ore 10.30.

Rientro a Milano il 3 Gennaio, previsto per le 20.00.

Viaggio: auto in condivisione. Le spese di viaggio saranno suddivise tra i partecipanti, esclusi gli autisti e la guida.

Sistemazione per il pernotto a Badia Prataglia (AR) presso l’Hotel Bosco Verde in camere doppie, con trattamento di mezza pensione e cenone di capodanno incluso. I pranzi sono tutti al sacco ed a carico dei partecipanti. Il pagamento della parte relativa al pernotto andrà effettuato direttamente in loco al gestore della struttura. La prenotazione del pernotto stesso presso l’albergo, è a carico diretto dei singoli partecipanti. Possibilità, per persone esterne al gruppo formatosi, di partecipare anche alle singole giornate escursionistiche.

Accompagnamento professionale: Donald Suzzi, Guida Ambientale Escursionistica, socio LAGAP (n.tess.116), regolarmente assicurata come da normativa vigente, P.iva 04068270406.

Costo dell’accompagnamento professionale (5 giorni): 125,00 €/persona (per un gruppo di almeno 8 partecipanti).

Costo pernotto in albergo (4 notti in mezza pensione con cenone di capodanno): 275,00 €/persona, da pagare direttamente ai gestori.

Partenza assicurata con un minimo di 6 iscritti, ma per gruppi costituiti da 6-7 partecipanti con il pagamento di una quota aggiuntiva di 5,00 €/gg/personaL’eventuale quota aggiuntiva per gruppi ridotti andrà versata direttamente alla guida, in contanti alla partenza del trekking. Il mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti è causa di annullamento della proposta escursionistica.

La prenotazione sarà considerata valida al versamento di una caparra  di 80,00 €. Il saldo della quota escursionistica (45,00 €) dovrà avvenire entro 30 gg dalla partenza. Iscrizioni successive a tale termine comporteranno il versamento dell’intera quota escursionistica di 125,00 € in un’unica soluzione all’atto della conferma.

La quota COMPRENDE: Servizio di Guida Ambientale Escursionistica per tutta la durata dell’iniziativa.
La quota NON COMPRENDE: tutto quello non definito nella “quota comprende”: il viaggio da e per punto di ritrovo, i pranzi al sacco, le merende, ecc.

Per iscriversi è necessario contattare via email la guida scrivendo a donald@kalipetrekking.com.

Per attivare la copertura assicurativa INFORTUNI per i partecipanti è necessario nella mail di iscrizione riportare i propri dati anagrafici (nome e cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale). Info, anche telefonicamente al numero 328 8398195.

Equipaggiamento Invernale Obbligatorio
Scarponi da trekking alti e impermeabili, abbigliamento a strati da trekking, da montagna: piumino o giaccia pesante, un maglione/pile nello zaino, giacca guscio impermeabile (in Goretex o similari), fascia o berretto pesanti, guanti pesanti, coprizaino. Almeno 1 L di acqua a testa meglio se thermos con bevande calde, bastoncini da trekking, occhiali da sole, torcia frontale, kit di pronto soccorso e medicinali personali di uso abituale.

Altre info: la guida si riserva di escludere chi non ritenesse idoneo per condizioni o equipaggiamento, per la tutela della sicurezza della persona stessa e del gruppo. In caso di motivata esclusione non sono previsti rimborsi di viaggi e di nessun altro tipo, se non l’eventuale quota di partecipazione versata, anticipi compresi. Si chiede di avvertire il prima possibile in caso di rinuncia al trekking.

Alcune foto di questo trek

Il programma in dettaglio

Mercoledì 30 Dicembre

Escursione: San Paolo in Alpe

Ma le ciliegie saranno già mature il 30 dicembre? 

Vi chiederete se son ammattito, ed allora vi spiego: l’altopiano di San Paolo in Alpe è uno dei luoghi più caratteristici del parco. Situato sul versante romagnolo è sempre frequentatissimo per la facilità di accesso e per l’altissima probabilità di vedere da vicino i daini che pascolano sui prati della zona. Questo altopiano fu teatro di un evento bellico nella seconda guerra mondiale, in quanto il borgo di case fu incendiato e distrutto il 12 Aprile 1944 dai tedeschi, come rappresaglia dopo gli aviolanci di materiale bellico, vestiti, cibo e denaro dagli Alleati ai Partigiani del Comando del Gruppo Brigate Romagna. Alcuni giorni prima dei lanci, Radio Lonfra aveva trasmesso il messaggio convenzionale “Le ciliege sono mature”…

Noi faremo a meno delle ciliege e saliremo dal cancello della Diga di Ridracoli, una via un po’ più lunga e difficoltosa di quella solita, ma anche molto bella…

Trasferimento in auto di circa 1 h 15′ per l’albergo, cena e pernottamento.

Dislivello: +/- 730 m.  Quota max raggiunta: San Paolo in Alpe 1020 m.

Lunghezza: 9,1 km circa.

Durata: 5 h soste incluse.

Tipo di percorso: ad anello.

Livello di difficoltà: MEDIO.

Giovedì 31 Dicembre

Escursione: Falco e Falterona – le vette del parco

Dal Passo della Calla partiremo a piedi e con un percorso un po’ articolato, per cercare di toccare luoghi diversi che meritano tutti, giungeremo sul sentiero di crinale, quello 00 che attraversa tutta la linea di confine tra Emilia-Romagna e Toscana, mettendo in fila le due cime gemelle del parco, il Falco ed il Falterona, che hanno quasi la stessa altezza.

Un anello che nella sua parte più alta a tratti esce dal bosco per attraversare zone di praterie d’alta quota, ai Prati della Burraia, tutelate in particolar modo per la biodiversità di specie floristiche che presentano. 

Ritornati a quote più basse rientreremo alla Calla attraverso un altro tracciato, lambendo la zona dominata da un’abetina seminaturale, coltivata in purezza per lungo tempo ed oggi avviata ad una rinaturalizzazione che vede inserirsi il faggio negli slarghi dovuti a cadute degli abeti. Parleremo di questo habitat e di come queste due specie si possono aiutare per creare un tipo di bosco più resistente alle avversità.

Rientro in albergo, cenone di capodanno e pernottamento.

Dislivello: +/- 750 m.  Quota max raggiunta: Mte Falterona 1654 m.

Lunghezza: 13,5 km circa.

Durata: 6 h 30 soste incluse.

Tipo di percorso: ad anello.

Livello di difficoltà: MEDIO.

Venerdì 1 Gennaio

Escursione: Monte Penna e l’Eremo di Camaldoli

Inizieremo l’anno nuovo con un’uscita che ci porterà a guadagnare il solito crinale di confine, quello che spostandosi verso il Passo della Calla assume il nome di Giogana. Con questo termine si intende lo spartiacque principale, quello che demarca la separazione tra i bacini idrografici che si gettano nell’Adriatico a Nord-Est e quelli che invece giungono al Tirreno, a Sud-Ovest. Dal latino iugum, i termini giogo o giogana hanno il significato di congiungere, siano una coppia di buoi allo stesso carro oppure le genti di due versanti opposti, come in effetti è accaduto per lungo tempo tra le genti del Casentino, che scendevano a lavorare nelle foreste di Campigna o della Lama, e quelle romagnole che valicavano il crinale per tornare con un carico di castagne o una moglie…

Sarà una camminata morbida, lunga ma modulabile in funzione della necessità, e con qualche apertura panoramica, che si snoda tra il ripido versante romagnolo e quello toscano, più accessibile. Il tutto si ripercuote su paesaggi completamente differenti e dalla vetta del Monte Penna ci godremo quello settentrionale da cui vedere in lontananza il bacino di Ridracoli. Sotto di noi, la splendida foresta della Lama, altro luogo incantato che potrebbe essere un giro opzionale per questo trek. Ah, dimenticavo, partiremo dal millenario Eremo fondato da San Romualdo…

Dislivello: +/- 850 m.    Quota max raggiunta: Poggio allo Spillo 1438 m.

Lunghezza: 15,3 km circa (tracciato accorciabile in caso lo si rendesse necessario).

Durata: 6 h 30 soste incluse.

Tipo di percorso: ad anello.

Livello di difficoltà: MEDIO.

Sabato 2 Gennaio

Escursione: Il Borgo di Montesilvestre

Borghi abbandonati nel dopoguerra, con ruderi di tempi antichi che ancora parlano, terreni aridi e marnosi con panorami quasi lunari, e poi se ne avremo voglia una risalita fino al crinale. Spazi aperti che lentamente diventano bosco, per poi ridiscendere e passare dal piccolo cono di Monte Fatucchio, che le leggende vogliono luogo prediletto dalle streghe. Zona di Valico tra la Valle del Savio e la Valle Santa di La Verna, da questi luoghi passava anticamente la vecchia Via Romea di Stade che portava a Roma le genti germaniche. Difficile capire dalle ricostruzioni storiche quale fosse il tracciato originario, spesso al giorno d’oggi, si opta per farlo passare da un punto dove vi sia accoglienza, comunque saremo nella valle…

Rientro in albergo, cena e pernottamento.

Dislivello: +/- 850 m.  Quota max raggiunta: Poggio 3 Vescovi 1232 m.

Lunghezza: 16,5 km circa.

Durata: 7 h soste incluse.

Tipo di percorso: ad anello.

Livello di difficoltà: MEDIO+.

Domenica 3 Gennaio

Escursione: Il doppio anello de La Verna

Per tornare a Milano la prenderemo larga, e sfruttando la possibilità di valicare il confine tosco-romagnolo attraverso la superstrada E45, ci concederemo una puntata nel lembo più meridionale del Parco delle Foreste Casentinesi, andando a visitare il Sacro Monte de La Verna, dove San Francesco, sul monte donatogli dal Conte Orlando Catani, fondò un santuario sulla nuda roccia. Noi compiremo un doppio anello, dal dislivello contenuto, che passa prima alto, a toccare il santuario costruito sulla Scogliera delle Stimmate e la cima del Monte Penna – un altro… -(1283 m), uno scoglio calcareo poggiato su una base di terreno argilloso, il tutto immerso in una splendida faggeta. Successivamente compiremo un’aggiramento basso, perdendoci nel labirinto di giganteschi massi staccatisi dal Monte Penna, che la leggenda vuole siano stati prodotti da un calcio del diavolo stizzito per non riuscire a far cadere Francesco in tentazione…

Luogo di culto e pellegrinaggio, che fa sentire potente la sua spiritualità anche a chi non è credente.

Saluti e rientro a Milano, previsto per le 20.00.

Dislivello: +/- 460 m        Quota max raggiunta: Mte Penna 1283 m

Lunghezza: 8 km circa.

Durata: 5 h soste incluse.

Tipo di percorso: ad anello.

Livello di difficoltà: FACILE.

Informazioni relative alla situazione epidemica da COVID-19. Al fine di tutelare tutti i partecipanti e nell’intento di collaborare al contenimento della patologia denominata COVID-19, secondo quanto indicato dal DPCM 4.3.2020, è fatto esplicito divieto di iscrizione all’escursione –  sotto la propria personale responsabilità:

1. a chiunque manifesti sintomi influenzali anche modesti;

2. a chiunque sia stato comandato di isolamento cautelativo;

3. a chiunque, sottoposto ad esami, risulti, al momento della partecipazione, positivo al tampone per la ricerca del SARS-CoV-2;

4. a chiunque sappia di essere entrato in contatto da meno di 14 giorni  con persone di cui ai punti 1 – 2 – 3. La partecipazione all’escursione sarà possibile solamente se in possesso di una mascherina facciale di tipo chirurgico da indossare durante il viaggio in auto e gel disinfettante a base alcolica. Gli equipaggi, formati da max 4 persone/auto, dovranno obbligatoriamente indossare la mascherina. Durante l’escursione i partecipanti dovranno mantenere un distanziamento fisico di 2 m gli uni dagli altri e si raccomanda l’osseranza delle principali misure igienico-sanitarie atte a contenere l’epidemia inerenti il lavaggio delle mani con gel. Le indicazioni in merito alla condotta da tenere durante l’escursione saranno spiegate nel dettaglio durante il briefing iniziale e si raccomanda di seguire scrupolosamente le linee di comportamento impartite dalla guida.

Ogni partecipante, iscrivendosi all’uscita, accetta quanto sopra riportato e solleva la guida da responsabilità civili o penali riguardanti l’inosservanza delle indicazioni fornite, da seguire in materia di COVID-19.

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